Marco Baracco

Dentro la fotografia c' una persona.
Oltre all'immagine c' un'emozione che la completa e la trasforma in comunicazione.


Inside photography there is a person.
Beyond the image there is an emotion that integrate it and realize a communication way.

Portfolio

Una foto pu ispirare soggettivamente varie definizioni.
Forme, punti di vista, argomenti che svelano le sensazioni del momento.

A photograph can inspire subjectively various definitions.
Shapes, points of view, matters that disclose the feelings of the moment.

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A proposito di me

La luce, vista per la prima volta a Torino il 16 maggio 1960, accompagna il mio viaggio.
Curiosit e desiderio di condividere sensazioni, pensieri e sogni sono le mie guide.
Perito fotografo, docente di fotografia investigativa forense.
Nel 2002 ho fondato il gruppo di studio LFoTo Laboratorio Fotografico Torino

La meraviglia scoprire che non importante lo strumento, ma quello che esso ci permette di esprimere.


The light: seen for first time in Torino (Italy), 1960 May 16, it accompain me in my life journey.
Guides in my way are curiosity and the wish to share feelings, sensations and dreams.
Photographer, teacher of investigative forensic photography.
In 2002 I have founded the study group LFoTo Laboratorio Fotografico Torino

The amazing is to discover every day that is not important the instrument, but that it permit us to realize.


Racconti


Sin da bambino sono rimasto affezionato alla magia di racconti, storie ed avventure.

Sulla Via poi ho incontrato alcune persone che mi hanno trasmesso la conoscenza ed il valore dell'esistenza.


Since child I have been affectionate to the magic of storytelling, stories and adventures.

On the Way I met somebody that gave me knowledge and the value of existence.

 

La Via dello Zen

La Via dello Zen


La Via dello Zen

Lesperienza mi ha aiutato a vedere il mondo in perennne mutamento.
Da sempre appassionato verso la conoscenza e la cultura, ho studiato e pratico alcune materie utili per il benessere e per uno stile di vita sano e consapevole.
Sulla Via ho incontrato alcune persone che mi hanno trasmesso la conoscenza verso antiche pratiche di meditazione, come Prem Rawat Maharaji e Seijitsuna Hito Shihan Sensei.
Dal Maestro Narah Visvasa Yogi ho appreso la cultura e le applicazioni dello yoga, mentre ho studiato le tecniche dellEnergia Universale con il Maestro vietnamita Luong Minh Dang.
Sono membro della Self Realization Fellowship, lorganizzazione mondiale del Kriya Yoga fondata da Paramahansa Yogananda nel 1922 e seguo le attività del dojo zen Rinzai Hokuzenko di Torino.
Negli ultimi anni ho arricchito il percorso con lo studio della suonoterapia vibrazionale, attraverso le antiche tecniche tibetane e nepalesi, con luso di campane tibetane, diapason e cristalli per il riequilibrio energetico ed
il mantenimento di un sano livello di benessere olistico.

LA VIA DELLO ZEN

La parola zen significa meditazione silenziosa (zen in giapponese, chan in cinese e dhyana in sanscrito).
Definisce le principali scuole del Buddhismo del Giappone, Scuole zen Soto e Rinzai, che praticano la meditazione seduta, una tecnica che risale a più di duemila e cinquecento anni fa ed ha come obiettivo realizzare il risveglio.
Tale pratica contiene lessenza del suo insegnamento, il cui messaggio ha una portata universale. Consiste essenzialmente nel sedersi in pace ed è chiamata zazen. Non è basata su dogmi né su ideologie.
La semplice conoscenza dei testi non è sufficiente per la comprensione dello zen, non è una religione né una filosofia, non vi è nulla da accettare e nulla da rifiutare.
Lo zen propone una pratica-realizzazione che apre laccesso diretto alla conoscenza intima di s stessi. Questa pratica ci è stata trasmessa da generazioni di patriarchi e di maestri, da maestro a discepolo, da persona a persona. Attingendo la sua forza ed energia dalla pratica lo zen segna con la sua impronta tutti i momenti della vita. Così zazen è lapprendimento di una saggezza che si mostra in ogni istante nel respirare, camminare, dormire, mangiare, lavorare, pensare, vivendo in armonia con gli altri e lambiente.
È unesperienza da vivere e per vivere.

2 La Via dello Zen

Una storia speciale

Una storia speciale


Una storia speciale

La rivista del National Geographic da sempre un punto di riferimento ed ispirazione, poich le fotografie pubblicate su quelle pagine hanno una marcia in pi, sono in grado di trasmettere unenergia particolare e gli autori sono veri maestri della fotografia.

Un giorno, sto navigando sulle pagine del sito americano del NG, nella sezione dedicata ai fotografi; mi colpisce molto la storia di Joel Sartore, cos vado a vedere il suo sito personale. La parte che mi interessa maggiormente il racconto del periodo in cui la moglie Kathy si ammalata di cancro: le parole di Joel sono profonde e trasmettono una forza interiore, danno la sensazione di una persona che ha ritrovato il proprio equilibrio attraverso il riappropriarsi del rapporto con la famiglia.
Gli scrivo un messaggio di solidariet; il giorno seguente mi risponde la sua segretaria, Joel in giro per lavoro e torner presto.
Dopo alcuni giorni Joel minvia un messaggio e chiede consiglio per un viaggio che intende compiere in Italia, col padre e lo zio, come pellegrinaggio nel luogo da cui i bisnonni sono emigrati alla fine dellOttocento.
Quale sorpresa... scoprire che il paese dorigine della sua famiglia lo stesso di mia mamma! Locana, un piccolo centro del Canavese, nel nord del Piemonte.

Nellottobre 2009 Joel, Gene e John Sartore arrivano a Torino e, sotto una pioggia torrenziale, andiamo a visitare il paese dorigine. Mi accompagna Luca De Bellis, amico fotografo, il quale di prezioso aiuto per tradurre la stretta pronuncia americana del Nebraska.
E una giornata carica di emozioni ed a tratti commovente, poich il pap di Joel ha 81 anni e per lui il viaggio molto faticoso.
Visitiamo lanagrafe di Locana, poich lunico documento scritto in loro possesso il verbale dimmigrazione stilato al porto di New York, che riporta le date di nascita dei bisnonni nel 1865.
Ci rechiamo anche al cimitero, ove i pellegrini si rendono conto che il cognome della loro bisnonna molto diffuso, mentre non c traccia del cognome del bisnonno, probabilmente originario di unaltro paese della zona.
Torniamo al loro albergo dove, mentre i due anziani si riposano un po, io e Luca cintratteniamo a chiacchierare di fotografia con Joel.
Terminiamo la giornata con una cena tipica piemontese in osteria.
E difficilissimo salutare i nostri amici, poich quando si crea un contatto cos intenso non si vorrebbe mai arrivare alla fine. Ci si abbraccia promettendosi di rivedersi, qui o in Nebraska, chiss...

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